cenno sulla mia pittura



Dipingere è stato per me quasi una condizione di necessità,come un impegno da cui non ci si può sottrarre.
Cominciai per scherzo con una natura morta, un paio di arance: avevo forse dieci dodici anni.
Poi il golfo di Taormina durante un temporale. Avrei potuto smettere ma ritornavo a dipingere,
senza un'esigenza impellente, ritornavo a dipingere e basta. Così durante lunghi anni ogni tanto riprendevo il pennello.
A volte, dopo molto tempo, ricominciavo. Intrapresi una professione del tutto diversa da quella del pittore
tuttavia continuavo a dipingere. Dagli anni 90 ho intensificato il lavoro e dal 2001 mi ci sono dedicato a tempo pieno.
Non ho mai desiderato partecipare a mostre, collettive o personali, nè ho ambito a riconoscimenti.
A distanza di tempo, però, penso sia giusto, qualora ci si senta pronti, far partecipi gli altri del proprio percorso spirituale.
E' proprio questa, credo,la strada del pittore: un cammino che non cessa mai di portare la persona
a cercare sè stessa per migliorare la propria spiritualità.

" modificazione di sè e non espressione di sè ,ecco che cosa può essere l'arte "

La riflessione di John Cage mi trova pienamente daccordo. Non si tratta tanto di comunicare qualcosa
quanto di testimoniare il proprio progresso spirituale. Di sicuro ciò mi dovrà portare a cambiamenti di percorso
e non terrò certamente conto del gusto del pubblico di cui, peraltro, non ho mai tenuto conto durante la mia attività .
E' difficile avere una percezione precisa dei propri cambiamenti, soprattutto di quelli spirituali, se non in rapporto
con gli altri verso i quali si manifestano e si eprimono le nostre sensazioni ed i nostri sentimenti.
Non so se il mio lavoro si può definire " arte ", certamente è personale soprattutto nell'espressione dei colori
che rendono gli oggetti, di apparenza reale, astratti e parte di un contesto astratto.
Comunque, quello che più conta per me è la gratificazione che provo nel realizzare un'opera,
nel giudicarla, nel soppesarla pennellata dopo pennellata, nel soffrire quando il lavoro procede a fatica, nella soddisfazione
di veder superate le difficoltà. Purtroppo nonostante gli sforzi non sono mai pienamente soddisfatto.
Quello che mi affascina di più è la ricerca di modi di dipingere veramente rappresentativi del mio sentire.
Non posso, però, programmare in anticipo la tecnica e i colori che darò. Scelto il soggetto,
comincio a dipingere senza altro pensiero ma non so mai con precisione quello che ne verrà fuori.
Purtroppo solo alla fine mi accorgo che il risultato non era poi quello che avrei voluto,
neppure quando progetto il quadro nei minimi particolari, con il disegno preparatorio, le dimensioni ecc.
Così ho deciso di fare degli schizzi molto ma molto approssimativi. Il percorso è seguito
senza conoscere in anticipo il sentiero e dove porterà. L'andamento stesso del lavoro suggerirà poi le mosse successive.

Taormina durante una tempesta
(olio su tela17X28)